Rileggere un template prima della pubblicazione
Incollare l’HTML generato da un CMS o da un framework per verificare che l’head contenga title, description e canonical.
Controlla title, description, canonical, robots, titoli, immagini e dati strutturati nel browser.
Questo analizzatore legge il codice HTML di una pagina e ne estrae i segnali SEO di base: title, meta description, canonical, direttiva robots, intestazioni H1 e H2, attributi alt delle immagini e blocchi JSON-LD. Produce un rapporto JSON con uno stato per ogni controllo, senza scaricare la pagina né inviare il codice a un server.
Il browser trasforma l’HTML incollato in un documento (DOMParser), come farebbe un crawler che legge il codice sorgente, senza eseguire gli script della pagina.
Sette controlli ricevono uno stato: title assente = error; meta description o canonical assenti = warning; robots con noindex = warning; nessun H1 = error, più H1 = warning; immagine senza attributo alt = warning; nessun blocco application/ld+json = info.
Il rapporto riporta anche i valori trovati: testo di title e description con la loro lunghezza in caratteri, elenco di H1 e H2, numero totale di immagini, immagini senza alt e immagini con alt vuoto.
Un alt vuoto (alt="") non conta come errore: è la pratica corretta per un’immagine decorativa. Viene solo conteggiato a parte in emptyAlt.
Apri il codice sorgente della pagina (Ctrl+U) o esporta l’HTML renderizzato e copialo per intero.
L’head è indispensabile: senza, title, description e canonical risulteranno mancanti.
Fai clic su Analizza HTML per ottenere il rapporto SEO.
Correggi prima gli error, poi i warning; un info segnala solo un’opportunità.
Incollare l’HTML generato da un CMS o da un framework per verificare che l’head contenga title, description e canonical.
Individuare un noindex dimenticato nella meta robots o un canonical che punta a un altro URL.
Vedere a colpo d’occhio quanti H1 ha un articolo lungo e l’elenco dei suoi H2.
Il title è presente (31 caratteri), ma manca la meta description, la pagina ha due H1 e un’immagine non ha l’attributo alt. L’immagine con alt vuoto viene segnalata a parte, senza errore.
Input
<head><title>Scarpe da trekking donna | Trek</title><link rel="canonical" href="https://example.com/trekking/donna"></head>
<body><h1>Scarpe da trekking donna</h1><h1>Novità</h1>
<img src="a.jpg" alt="Modello Alpine"><img src="b.jpg"><img src="c.jpg" alt=""></body>Risultato
"title": "Scarpe da trekking donna | Trek", "description": "", "canonical": "https://example.com/trekking/donna", "robots": "",
"images": { "total": 3, "missingAlt": 1, "emptyAlt": 1 }, "structuredData": 0,
checks: title ok (31) · description warning (0) · canonical ok · robots ok (default) · h1 warning (2) · images-alt warning · structured-data info (0)L’HTML ne consente più di uno, ma un unico H1 che descrive l’argomento della pagina resta la struttura più chiara. Per questo lo strumento dà un warning da due H1 in su e un error se non ce n’è nessuno.
Senza attributo alt, gli screen reader spesso leggono il nome del file: è un difetto. Con alt="", l’immagine viene ignorata di proposito, come si deve fare per le immagini decorative. Lo strumento li conta separatamente.
I dati strutturati non sono obbligatori. Consentono risultati arricchiti (prodotto, FAQ, breadcrumb) quando il tipo di pagina lo permette, quindi basta un info.
No. Si limita ai sette controlli del rapporto. Per Open Graph e Twitter Cards usa il generatore di meta tag; per le versioni linguistiche, il generatore hreflang.
No, lo strumento non scarica nulla: lavora sul codice che incolli. Così puoi analizzare anche una pagina in staging o dietro un login.
No. L’analisi avviene nel tuo browser e il codice non viene né trasmesso né salvato.
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