Scegliere un formato immagine per il Web non significa più soltanto “JPEG per le foto, PNG per la trasparenza”. WebP è ormai molto diffuso, AVIF è supportato dai principali browser moderni e JPEG XL continua a evolvere con caratteristiche tecniche interessanti ma una compatibilità non ancora universale.
Nel 2026 la domanda corretta è: quale formato corrisponde al mio pubblico, al mio pipeline e al tipo di immagine pubblicata?
Questo articolo fotografa la situazione al 30 agosto 2026. Il supporto dei browser cambia: ricontrollalo prima di prendere una decisione di produzione a lungo termine.
Panoramica
| Formato |
Compressione |
Trasparenza |
Animazione |
HDR / alta profondità |
Compatibilità Web |
| JPEG |
lossy |
no |
no |
limitata secondo uso |
eccellente |
| PNG |
lossless |
sì |
APNG |
tipico SDR |
eccellente |
| WebP |
lossy/lossless |
sì |
sì |
più limitato dei formati recenti |
molto ampia |
| AVIF |
lossy/lossless |
sì |
sì |
sì |
ampia sui browser moderni |
| JPEG XL |
lossy/lossless |
sì |
sì |
sì |
non ancora universale |
WebP: la scelta pragmatica
WebP unisce compressione con e senza perdita, trasparenza e animazione. Il suo grande vantaggio nel 2026 è la maturità dell’ecosistema Web.
È un ottimo formato di distribuzione per fotografie, miniature, cataloghi, screenshot e immagini con trasparenza quando SVG non è adatto.
Non occorre convertire tutto automaticamente in WebP. Un logo vettoriale può essere migliore in SVG e alcuni PNG semplici possono essere già molto piccoli.
AVIF: compressione moderna e funzioni avanzate
AVIF usa tecnologie derivate da AV1 e supporta compressione con o senza perdita, trasparenza, animazione, profondità colore elevata e HDR.
Sulle fotografie può produrre file molto compatti a qualità visiva comparabile. L’encoding può però essere più costoso e il suo ecosistema è più recente rispetto a JPEG e WebP.
AVIF è interessante quando il peso è critico, le varianti vengono generate in anticipo, il pubblico usa browser moderni e il pipeline prevede fallback quando necessario.
JPEG XL: molto interessante, ma da distribuire con prudenza
JPEG XL è definito dalla famiglia ISO/IEC 18181. Supporta compressione con e senza perdita, progressività, HDR, gamut estesi, trasparenza e animazione. Può anche offrire proprietà utili per la ricodifica di determinati JPEG.
Il limite pratico resta la compatibilità non universale. Per un sito generalista non è ancora prudente fornire soltanto .jxl: serve una strategia di fallback finché il pubblico target non ha supporto sufficientemente uniforme.
Perché JPEG non è morto
JPEG conserva vantaggi importanti:
- compatibilità storica eccezionale;
- decoder altamente ottimizzati;
- ecosistema enorme;
- comportamento prevedibile;
- ottimo fallback fotografico.
La domanda non è se eliminarlo, ma se debba rimanere il formato principale o diventare la soluzione di compatibilità.
E PNG?
PNG resta prezioso per immagini senza perdita, trasparenza e alcuni contenuti grafici. Può però essere molto pesante su fotografie.
Per screenshot o illustrazioni con poche tonalità, confronta davvero le uscite anziché applicare una regola astratta.
Usare picture per il fallback
HTML può proporre più sorgenti:
<picture>
<source srcset="/visuale.avif" type="image/avif">
<source srcset="/visuale.webp" type="image/webp">
<img src="/visuale.jpg" alt="Descrizione">
</picture>
Il browser sceglie un formato supportato e mantiene una risorsa affidabile per il resto del pubblico. Il fallback è una normale tecnica di progressive enhancement, non un fallimento.
Non moltiplicare varianti senza motivo
Produrre JPEG + WebP + AVIF + JPEG XL per ogni larghezza aumenta:
- tempo di encoding;
- storage;
- complessità del build;
- invalidazione della cache;
- test e manutenzione.
Per molti siti due o tre famiglie sono sufficienti, ad esempio AVIF + WebP + JPEG oppure AVIF + JPEG.
I cursori di qualità non sono confrontabili
“Qualità 80” in due encoder diversi non indica necessariamente lo stesso risultato. Confronta sempre la stessa sorgente, le stesse dimensioni e lo stesso contesto visivo.
Osserva zone difficili e misura il peso finale. Il giudizio deve essere percettivo e pratico, non basato soltanto sul numero del cursore.
Quale scelta fare in pratica?
Sito generalista
WebP è semplice e maturo. AVIF può essere aggiunto per ridurre ulteriormente determinate immagini. JPEG resta un fallback eccellente.
Sito molto orientato alle prestazioni
Testa AVIF su un corpus rappresentativo e misura sia il guadagno di byte sia qualità e costo di encoding.
Fotografia o HDR
AVIF e JPEG XL offrono capacità moderne. Il loro valore dipende dal workflow e dai browser target.
Progetto sperimentale
JPEG XL merita valutazione, ma non dovrebbe essere l’unica sorgente per un pubblico generale finché il supporto non è universale.
Un AVIF largo 6.000 px rimane una pessima risorsa se viene mostrato in una miniatura da 400 px.
L’ordine delle priorità resta spesso:
- dimensioni adeguate;
- formato adatto;
- compressione adeguata;
- varianti responsive;
- cache e distribuzione.
Cambiare soltanto l’estensione non costituisce una strategia di ottimizzazione.
In sintesi
Ad agosto 2026, WebP resta un ottimo compromesso di produzione, AVIF è molto pertinente per compressione e funzioni moderne, JPEG e PNG rimangono importanti come formati di riferimento e fallback, mentre JPEG XL presenta vantaggi tecnici seri ma richiede ancora prudenza nella distribuzione Web generalista.
Il formato migliore è quello che migliora realmente l’esperienza senza rendere il pipeline inutilmente complesso.