Voto convertito
v′ = v ÷ S × S′
Converti proporzionalmente un voto da una scala a un’altra (in decimi, trentesimi, centesimi, su 40…) e visualizza la percentuale corrispondente.
Conversione proporzionale, non un’equivalenza ufficiale tra sistemi di valutazione nazionali.
Un compito valutato su 40 punti, un test su 25, un esame in trentesimi: prima di fare una media o confrontare risultati, tutti i voti devono stare sulla stessa scala. Questo convertitore esegue la proporzione. Inserisci il voto, la scala di partenza e quella desiderata e ottieni il voto convertito e la percentuale. È utile agli studenti che vogliono collocare un voto, ai genitori che leggono la pagella e ai docenti che uniformano prove di lunghezza diversa.
La conversione mantiene la proporzione: il voto viene diviso per la scala originale, ottenendo la quota di punti conquistati, e poi moltiplicato per la nuova scala. 14 su 20 equivale al 70 % dei punti, cioè 7 in decimi o 70 in centesimi. La percentuale mostrata è la stessa quota moltiplicata per 100.
Il metodo presuppone due scale lineari che partono da 0 e in cui il numero più alto è il voto migliore. Non considera le soglie di sufficienza, diverse da un sistema all’altro, né le scale in lettere o invertite. Per questo il risultato è una conversione aritmetica, non un’equivalenza ufficiale tra paesi o istituti.
Scrivi il voto come compare sulla prova, decimali compresi.
La scala originale è il punteggio massimo della prova; la nuova scala è quella in cui vuoi esprimerlo.
Il voto sulla nuova scala e la percentuale compaiono subito. Arrotonda secondo l’uso del tuo istituto.
La stessa quota di punti espressa su due scale diverse.
v′ = v ÷ S × S′
p = v ÷ S × 100
Prima di inserire i voti in un calcolatore di media ponderata, riportali tutti alla stessa scala.
Un 21 su 25 si legge meglio come 8,4 in decimi o 84 %.
Un docente che valuta una verifica su 37 punti ottiene subito il voto in decimi di ogni studente.
La conversione dà un primo ordine di grandezza, da completare con la tabella ufficiale dell’istituto ospitante.
27 ÷ 30 = 0,9, per 10. In centesimi lo stesso voto vale 90.
Input
27 su 30 verso la scala in decimiRisultato
9 / 10 (90 %)34 ÷ 40 = 0,85 e 0,85 × 10 = 8,5. Il voto può ora entrare in una media in decimi.
Input
34 su 40 verso la scala in decimiRisultato
8,5 / 10 (85 %)All’università 18 su 30 è la sufficienza minima, mentre in Francia 12 su 20, la stessa proporzione, supera nettamente la soglia di 10. Stessa quota di punti, significato diverso.
Input
18 su 30 verso la scala in decimiRisultato
6 / 10 (60 %)Dividi per 3: 24 su 30 diventa 8 su 10. In generale dividi per la vecchia scala e moltiplica per la nuova.
Dividi per 40 e moltiplica per 100: 29 su 40 corrisponde al 72,5 %.
No. È una proporzione matematica. Le equivalenze tra sistemi nazionali le stabiliscono gli istituti o gli enti di riconoscimento dei titoli, che tengono conto delle soglie di sufficienza e della distribuzione reale dei voti.
La guida per gli utenti ECTS della Commissione europea raccomanda tabelle di distribuzione dei voti: un voto si confronta in base alla sua posizione tra gli studenti della stessa disciplina, non al valore grezzo.
Non per semplice proporzione: il GPA si basa su voti in lettere tradotti in punti. 24 su 30 dà 3,2 su 4 per proporzione, ma un istituto americano potrebbe valutarlo diversamente. Conta solo la tabella dell’istituto di destinazione.
Lo strumento richiede un voto non superiore alla scala originale. Per la lode o per punti bonus, converti il voto limitato al massimo oppure aumenta la scala originale secondo la regola indicata dal docente.
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