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Generatore di URL UTM

Crea un URL tracciabile con sorgente, mezzo, campagna, termine e contenuto UTM.

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Come funziona questo strumento?

Questo generatore aggiunge i parametri UTM a un URL di destinazione perché le visite provenienti da una newsletter, da un post social o da un annuncio vengano attribuite alla fonte giusta in Google Analytics, Matomo o in qualsiasi strumento che legga questi parametri. Mantiene i parametri già presenti e codifica correttamente ogni valore.

L’URL di destinazione deve essere assoluto in http o https; in caso contrario compare un messaggio di errore.

I cinque campi compilano utm_source, utm_medium, utm_campaign, utm_term e utm_content. Gli spazi iniziali e finali vengono rimossi e ogni valore viene codificato (uno spazio diventa +).

Un campo vuoto elimina il parametro UTM corrispondente se era già nell’URL; un campo compilato sostituisce il vecchio valore invece di creare un duplicato.

Gli altri parametri dell’URL, come ?ref=home, e l’eventuale ancora vengono mantenuti; gli UTM vengono aggiunti in coda in un ordine fisso.

Come usare questo strumento

  1. Incolla l’URL di destinazione

    L’indirizzo esatto della pagina, con https://.

  2. Compila sorgente, mezzo e campagna

    Per esempio newsletter, email e saldi-estate-2026.

  3. Aggiungi termine e contenuto se utile

    Il termine per una parola chiave a pagamento, il contenuto per distinguere due link dello stesso messaggio.

  4. Copia l’URL generato

    Usalo così com’è nell’email, nel post o nell’annuncio.

Casi d’uso

Tracciare una newsletter

Distinguere nelle statistiche le visite di ogni invio e di ogni pulsante.

Misurare una campagna social

Confrontare le visite dello stesso post condiviso su LinkedIn, Facebook e Instagram.

Tracciare un QR code o un materiale stampato

Sapere quante visite arrivano da un manifesto o da una brochure codificando un URL UTM nel QR code.

Esempi

Pulsante di una newsletter

Il parametro ref esistente viene mantenuto e i quattro UTM vengono aggiunti dopo; utm_term, lasciato vuoto, non compare.

Input

URL di destinazione: https://example.com/saldi?ref=home
Sorgente (utm_source): newsletter
Mezzo (utm_medium): email
Campagna (utm_campaign): saldi-estate-2026
Contenuto (facoltativo): pulsante-principale

Risultato

URL UTM generato: https://example.com/saldi?ref=home&utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=saldi-estate-2026&utm_content=pulsante-principale

Consigli e buone pratiche

  • Scrivi i valori in minuscolo e senza spazi: Google Analytics distingue Newsletter e newsletter, disperdendo i dati.
  • Adotta una convenzione comune per tutto il team (email e non e-mail o mail) e annotala in un foglio condiviso.
  • Non usare mai UTM nei link interni del sito: sovrascrivono la fonte reale della visita e falsano l’attribuzione.
  • In GA4 scegli utm_medium tra i valori riconosciuti (email, social, cpc, referral…) perché le visite finiscano nel gruppo di canali giusto.

Fonti e riferimenti

Domande frequenti

Quali parametri UTM sono obbligatori?

Lo strumento non ne impone nessuno, ma utm_source, utm_medium e utm_campaign sono i tre che gli strumenti di analisi si aspettano per attribuire correttamente una visita. utm_term e utm_content sono facoltativi.

Cosa succede se l’URL contiene già degli UTM?

Ogni campo compilato sostituisce il valore esistente e ogni campo vuoto elimina il parametro: ottieni così un URL senza duplicati e allineato al modulo.

Gli UTM danneggiano la SEO?

No, purché li riservi ai link esterni. Se URL con UTM vengono condivisi e scansionati, un tag canonical verso l’URL pulito evita i duplicati.

Perché i miei spazi diventano +?

È la codifica standard dei parametri di query. Gli strumenti di analisi li riconvertono in spazi, ma i trattini rendono i report più leggibili.

I miei URL vengono inviati a un server?

No. L’URL viene costruito nel tuo browser.

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