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Validatore URL

Valida, normalizza e analizza indirizzi web localmente. L’elaborazione resta nel tuo browser.

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Come funziona questo strumento?

Questo validatore controlla un elenco di URL, uno per riga, con il parser di URL del browser, lo stesso usato dalle pagine Web. Per ogni indirizzo valido mostra la forma normalizzata e la scompone in protocollo, host e percorso; le righe che non formano un URL assoluto vengono segnate con una croce.

Ogni riga non vuota viene analizzata separatamente secondo lo standard URL del WHATWG, applicato da tutti i browser moderni; gli spazi iniziali e finali vengono ignorati.

Un URL valido viene segnato con ✓ e riscritto in forma normalizzata: dominio in minuscolo, caratteri non ASCII del percorso codificati come %XX e barra aggiunta dopo il dominio se il percorso è vuoto.

La riga successiva dettaglia protocol, host (con la porta se indicata) e path. Il percorso conserva maiuscole e minuscole: /Caffe e /caffe restano due indirizzi diversi.

Una riga che non è un URL assoluto (senza schema, come example.com/contact, o con uno spazio nel dominio) viene segnata con ✗ e riportata così com’è.

Come usare questo strumento

  1. Incolla gli URL

    Un indirizzo per riga nel campo Input.

  2. Avvia il controllo

    Fai clic su Elabora.

  3. Leggi il risultato

    ✓ per un URL valido con la sua scomposizione, ✗ per una riga rifiutata.

  4. Correggi le righe rifiutate

    Aggiungi lo schema mancante, togli gli spazi o codifica i caratteri vietati e rilancia.

Casi d’uso

Pulire un elenco prima dell’importazione

Individuare indirizzi senza https:// o copiati male prima di importarli in uno strumento di email marketing, un CMS o un foglio di calcolo.

Controllare link generati

Verificare gli URL prodotti da uno script o da una formula prima di pubblicarli.

Capire la normalizzazione

Vedere come il browser riscrive un indirizzo con maiuscole o accenti e perché due URL in apparenza uguali sono diversi.

Esempi

Quattro righe, due rifiutate

Il dominio passa in minuscolo e la é del percorso viene codificata; example.com/contact è rifiutato perché manca lo schema; mailto: è uno schema valido senza host; lo spazio nel dominio rende non valida l’ultima riga.

Input

Input:
https://Example.com/Café?q=1
example.com/contact
mailto:hello@example.com
https://exa mple.com
Elabora

Risultato

Risultato:
✓ https://example.com/Caf%C3%A9?q=1
  protocol=https: host=example.com path=/Caf%C3%A9
✗ example.com/contact
✓ mailto:hello@example.com
  protocol=mailto: host= path=hello@example.com
✗ https://exa mple.com

Consigli e buone pratiche

  • Valido non vuol dire raggiungibile: lo strumento controlla la sintassi, non l’esistenza del dominio né la risposta del server.
  • Sono accettati tutti gli schemi (mailto:, tel:, ftp:, javascript:): controlla il protocollo se ti aspetti solo link web https.
  • Un dominio con accenti viene convertito in punycode: caffè.it diventa xn--caff-8oa.it nella forma normalizzata.
  • Per eliminare i duplicati da un elenco, confronta le forme normalizzate invece del testo inserito.

Fonti e riferimenti

Domande frequenti

Perché example.com viene rifiutato?

Perché un URL assoluto deve iniziare con uno schema come https://. Senza, example.com/contact è solo un percorso relativo. Aggiungi https:// davanti.

Perché l’URL mostrato è diverso da quello inserito?

Il browser lo normalizza: dominio in minuscolo, caratteri non ASCII del percorso codificati, porta predefinita rimossa (:443 in https). È la forma che userà davvero per la richiesta.

Lo strumento verifica che la pagina esista?

No. Non fa alcuna richiesta di rete: controlla solo che la stringa formi un URL valido.

Gli spazi sono sempre vietati?

Nel dominio sì. Nel percorso o nella query, il browser li codifica come %20 e l’URL resta valido.

I miei URL vengono inviati a un server?

No. Il controllo avviene nel tuo browser.

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