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BiografiaStoria dell’informaticaPrincipiante

Alan Turing: il matematico che diede forma al calcolo

Scopri Alan Turing, i suoi lavori sulla computabilità, il ruolo a Bletchley Park, i progetti di computer e il contributo fondativo all'intelligenza artificiale.

Pubblicato 31 luglio 2026Aggiornato 7 agosto 2026Lettura : 15 minDi Yann Bastien
Illustrazione editoriale di Alan Turing davanti al nastro di una macchina astratta
Mostra indice
  1. Un’infanzia segnata dalla scienza
  2. Christopher Morcom, un incontro determinante
  3. Cambridge e i fondamenti della matematica
  4. 1936: la macchina di Turing
  5. La macchina universale: un’idea straordinariamente moderna
  6. Ogni problema può essere calcolato?
  7. Princeton e Alonzo Church
  8. La guerra cambia la traiettoria di Turing
  9. Enigma non fu decifrata da Turing da solo
  10. La Bombe: automatizzare la ricerca delle impostazioni
  11. Hut 8 e la battaglia dell’Atlantico
  12. Turing e Colossus: una confusione frequente
  13. Dopo la guerra: costruire veri computer
  14. ACE: un progetto ambizioso
  15. Manchester e i primi software
  16. 1950: le macchine possono pensare?
  17. Il test di Turing misura davvero l’intelligenza?
  18. Turing anticipò l’idea di macchine che apprendono
  19. Un’altra passione scientifica: la morfogenesi
  20. Un atleta di alto livello
  21. 1952: la condanna
  22. La morte di Alan Turing
  23. Un riconoscimento arrivato tardi
  24. La «legge Alan Turing»
  25. Il Turing Award
  26. Turing, Babbage e von Neumann: tre tappe diverse
  27. Perché Alan Turing è ancora essenziale oggi?
  28. Da ricordare
  29. Domande frequenti
  30. Chi era Alan Turing?
  31. Alan Turing ha inventato il computer?
  32. Alan Turing ha decifrato Enigma da solo?
  33. Che cos’è una macchina di Turing?
  34. Che cos’è il test di Turing?
  35. Perché Alan Turing fu condannato?
  36. Come morì Alan Turing?

Alan Turing occupa un posto singolare nella storia dell’informatica. Matematico, logico, crittoanalista e pioniere dell’intelligenza artificiale, contribuì a definire che cosa sia un calcolo prima ancora che il computer moderno esistesse davvero.

Il suo nome è oggi associato a idee fondamentali: la macchina di Turing, i limiti teorici del calcolo, la decifrazione di Enigma durante la Seconda guerra mondiale, i primi computer britannici e il celebre test di Turing sull’intelligenza delle macchine.

Ma la sua vita non fu soltanto una successione di scoperte scientifiche. Turing fu anche vittima delle leggi britanniche che criminalizzavano allora le relazioni omosessuali. Condannato nel 1952, sottoposto a trattamento ormonale e allontanato da parte delle attività sensibili, morì due anni dopo a soli 41 anni.

La sua influenza, a lungo riconosciuta in modo insufficiente, è oggi enorme.

Un’infanzia segnata dalla scienza

Alan Mathison Turing nacque il 23 giugno 1912 a Londra. Il padre Julius Mathison Turing lavorava nell’amministrazione britannica in India; la madre Ethel Sara Turing proveniva da una famiglia di ingegneri.

Fin da piccolo Alan mostrò una forte curiosità scientifica. A scuola era più interessato alla matematica e alle scienze che alle materie classiche allora molto valorizzate nell’istruzione britannica. Non era però un allievo modello nel senso tradizionale: ragionava in modo personale e preferiva trovare da sé una soluzione invece di seguire i metodi insegnati. Questa indipendenza intellettuale divenne una caratteristica del suo lavoro scientifico.

Christopher Morcom, un incontro determinante

Alla Sherborne School Turing strinse un profondo legame con Christopher Morcom, che condivideva il suo interesse per scienza e matematica. Morcom divenne un amico molto vicino e un’importante influenza intellettuale.

Nel 1930 Morcom morì improvvisamente per complicazioni legate alla tubercolosi bovina contratta nell’infanzia. Turing ne fu profondamente colpito e negli anni successivi rifletté anche sui rapporti tra mente, materia e coscienza. Questo episodio non spiega da solo i suoi lavori futuri, ma fu importante nella sua formazione.

Cambridge e i fondamenti della matematica

Nel 1931 Turing entrò al King’s College dell’Università di Cambridge per studiare matematica, in un periodo particolarmente ricco per la logica.

I matematici cercavano di comprendere i fondamenti della disciplina. Una domanda centrale era se esistesse un metodo sistematico capace di stabilire, per qualsiasi proposizione matematica, se potesse essere dimostrata. Il matematico tedesco David Hilbert aveva formulato l’Entscheidungsproblem, il «problema della decisione».

Per affrontarlo bisognava prima definire con precisione che cosa significhi eseguire un calcolo secondo un metodo. È qui che Turing introdusse un’idea decisiva.

1936: la macchina di Turing

Nel 1936 Alan Turing pubblicò On Computable Numbers, with an Application to the Entscheidungsproblem.

Immaginò una macchina astratta estremamente semplice. La macchina di Turing dispone essenzialmente di un nastro teoricamente illimitato diviso in celle, una testina capace di leggere e scrivere simboli, un insieme di stati interni e regole che determinano l’azione successiva.

In base al simbolo letto e allo stato corrente, la macchina può scrivere un simbolo, spostare la testina a sinistra o a destra e cambiare stato.

Il modello sembra rudimentale, ma permette di definire matematicamente che cosa sia una procedura di calcolo. Non è quindi il progetto di un computer fisico: è un modello teorico del calcolo.

La macchina universale: un’idea straordinariamente moderna

Turing andò oltre, mostrando che è possibile concepire una macchina universale capace di leggere la descrizione di un’altra macchina e simularne il funzionamento.

La stessa macchina può dunque eseguire elaborazioni differenti a seconda delle istruzioni ricevute. L’idea ha una notevole parentela con i computer moderni: l’hardware rimane lo stesso mentre cambia il programma.

Decenni prima Charles Babbage aveva già immaginato con la macchina analitica una macchina generalista controllata da istruzioni; le schede perforate avrebbero dovuto fornire operazioni e dati.

Turing affrontò però il problema da un’altra prospettiva: non cercava innanzitutto di costruire una macchina meccanica, ma di definire i limiti logici di ciò che una macchina di calcolo può fare.

Ogni problema può essere calcolato?

Uno dei risultati più profondi del lavoro di Turing è che esistono problemi che nessun algoritmo generale può risolvere.

Dimostrò in particolare l’impossibilità di un metodo universale capace di decidere in tutti i casi se un programma finirà oppure continuerà indefinitamente: il celebre problema dell’arresto.

La conseguenza è fondamentale. I limiti dell’informatica non dipendono soltanto dalla velocità dei processori, dalla memoria o dalla tecnologia disponibile. Alcuni limiti sono matematici. Nemmeno un computer ideale dotato di risorse immense potrebbe risolvere automaticamente ogni problema immaginabile.

Princeton e Alonzo Church

Dopo Cambridge, Turing proseguì gli studi alla Princeton University negli Stati Uniti, dove lavorò anche con il logico Alonzo Church.

Church aveva sviluppato indipendentemente il lambda calcolo, un altro modello formale per studiare funzioni e calcolo. I lavori di Church e Turing convergono nell’idea oggi nota come tesi di Church-Turing: ogni calcolo realizzabile con un metodo effettivo può essere rappresentato da questi modelli formali equivalenti.

Non è un teorema dimostrabile nel senso classico, perché la nozione intuitiva di «metodo effettivo» è proprio ciò che deve essere collegato a un formalismo. La tesi è però diventata uno dei fondamenti concettuali dell’informatica teorica.

La guerra cambia la traiettoria di Turing

Nel settembre 1939 il Regno Unito entrò in guerra contro la Germania nazista. Turing raggiunse Bletchley Park, il centro britannico dedicato alla decifrazione delle comunicazioni nemiche.

Le forze tedesche utilizzavano tra l’altro la macchina Enigma per cifrare molti messaggi militari. Enigma trasformava le lettere tramite rotori e collegamenti elettrici la cui configurazione cambiava. Il numero di impostazioni possibili era enorme.

Decifrare i messaggi non significava quindi «rompere un codice» una volta per tutte: i crittoanalisti dovevano ricostruire regolarmente i parametri utilizzati.

Enigma non fu decifrata da Turing da solo

La narrazione popolare attribuisce talvolta ad Alan Turing da solo la decifrazione di Enigma. La realtà fu molto più collettiva.

Prima della guerra i matematici e crittoanalisti polacchi Marian Rejewski, Jerzy Różycki e Henryk Zygalski avevano già compiuto progressi essenziali e trasmesso le loro conoscenze agli Alleati.

A Bletchley Park parteciparono poi migliaia di persone: matematici, linguisti, operatori, ingegneri e personale amministrativo. Turing ebbe comunque un ruolo importante, in particolare nei lavori sull’Enigma della marina tedesca, e contribuì a metodi per automatizzare la ricerca delle configurazioni possibili.

La Bombe: automatizzare la ricerca delle impostazioni

Turing partecipò alla progettazione britannica della Bombe, sviluppata con l’ingegnere Gordon Welchman e costruita anche dalla British Tabulating Machine Company.

La Bombe non era un computer generalista, ma una macchina elettromeccanica specializzata per verificare rapidamente ipotesi sulle impostazioni di Enigma. Utilizzava indizi detti cribs, frammenti di testo che si presumeva comparissero nel messaggio originale.

A partire da queste ipotesi e dalle proprietà logiche di Enigma, la macchina eliminava rapidamente molte configurazioni impossibili. L’obiettivo non era provare ingenuamente tutte le possibilità, ma ridurre intelligentemente lo spazio di ricerca. Questa combinazione di ragionamento matematico e automazione caratterizza il lavoro di Turing.

Hut 8 e la battaglia dell’Atlantico

Turing lavorò in particolare nella Hut 8, la sezione di Bletchley Park responsabile delle comunicazioni navali tedesche. Questi messaggi erano cruciali durante la battaglia dell’Atlantico.

Gli U-Boot tedeschi minacciavano i convogli che portavano nel Regno Unito cibo, materiali e truppe. Poter leggere parte delle comunicazioni navali tedesche offriva agli Alleati un importante vantaggio strategico.

Turing sviluppò diversi metodi crittoanalitici e lavorò sulle procedure per sfruttare i messaggi intercettati. Le informazioni ottenute dalla decifrazione facevano parte del sistema segretissimo noto come Ultra.

Turing e Colossus: una confusione frequente

Alan Turing viene talvolta presentato come il progettista di Colossus, uno dei primi computer elettronici programmabili. È inesatto.

Colossus fu progettato principalmente dall’ingegnere Tommy Flowers per aiutare a decifrare le comunicazioni prodotte dalla macchina Lorenz, utilizzata dall’alto comando tedesco. Anche il matematico Max Newman, che conosceva i lavori teorici di Turing, ebbe un ruolo importante.

Turing lavorò a Bletchley Park e le sue idee appartenevano allo stesso ambiente intellettuale, ma non gli si possono attribuire tutte le macchine sviluppate sul sito. La distinzione ricorda che la storia dell’informatica è quasi sempre frutto di sforzi collettivi.

Dopo la guerra: costruire veri computer

Alla fine della guerra Turing entrò al National Physical Laboratory (NPL) e lavorò al progetto ACE, Automatic Computing Engine.

Questa volta non si trattava più di una macchina astratta come quella del 1936: Turing contribuiva alla progettazione di un vero computer elettronico a programma memorizzato. Il suo rapporto del 1945 proponeva un’architettura ambiziosa.

In quel periodo diversi gruppi cercavano contemporaneamente di trasformare idee teoriche ed esperienze belliche in computer elettronici generalisti. L’articolo sull’architettura di von Neumann spiega il principio del programma memorizzato, centrale nei computer moderni.

ACE: un progetto ambizioso

ACE puntava a prestazioni elevate e prevedeva, tra l’altro, linee di ritardo al mercurio per la memoria. La costruzione procedette però più lentamente di quanto Turing sperasse, frenata da vincoli amministrativi, tecnici e organizzativi.

Una versione più piccola, il Pilot ACE, funzionò infine nel 1950, quando Turing aveva già lasciato il NPL. Divenne uno dei primi computer elettronici a programma memorizzato operativi nel Regno Unito e dimostrò la validità di molte idee del progetto.

Manchester e i primi software

Nel 1948 Turing entrò all’Università di Manchester, dove un gruppo lavorava sui primi computer a programma memorizzato. Contribuì alle questioni di programmazione e all’uso della Manchester Mark I.

Il suo interesse non riguardava soltanto l’hardware. Quando una macchina generalista può eseguire programmi diversi, i metodi per descrivere, organizzare e verificare quei programmi diventano essi stessi un nuovo campo. Turing si trovava così al confine tra teoria matematica, architettura delle macchine e ciò che sarebbe diventato lo sviluppo software.

1950: le macchine possono pensare?

Nel 1950 Turing pubblicò sulla rivista Mind Computing Machinery and Intelligence, aprendolo con una domanda divenuta celebre: «Can machines think?»

Invece di perdersi nella definizione di «pensare», propose un esperimento mentale più pratico: il gioco dell’imitazione.

Un interrogatore umano comunica per testo con interlocutori che non vede. Se una macchina riesce a produrre risposte che non possono essere distinte in modo affidabile da quelle di un essere umano, la questione dell’intelligenza delle macchine assume una forma osservabile.

Da questa idea deriva il cosiddetto test di Turing.

Il test di Turing misura davvero l’intelligenza?

Il test viene spesso semplificato eccessivamente. Turing non fornì una definizione definitiva dell’intelligenza: sostituì una difficile domanda filosofica con un criterio comportamentale discutibile e sperimentabile.

Sostenere una conversazione non prova necessariamente che una macchina comprenda il mondo, possieda coscienza o ragioni come un essere umano. Allo stesso modo, fallire il test non dimostra che un sistema sia privo di qualsiasi forma di intelligenza.

Il test resta però storicamente fondamentale perché mise al centro del dibattito un’idea provocatoria nel 1950: le capacità intellettuali delle macchine possono diventare un oggetto concreto di indagine scientifica.

Turing anticipò l’idea di macchine che apprendono

L’articolo del 1950 contiene riflessioni sorprendentemente moderne. Turing ipotizzò che, invece di programmare direttamente una mente adulta completa, si potesse costruire una sorta di «macchina bambino» e poi farla apprendere.

Con tutte le differenze necessarie, l’idea ricorda il principio generale dell’apprendimento automatico: alcune capacità possono emergere da un processo di apprendimento anziché dalla programmazione esplicita di ogni regola.

Turing discusse anche obiezioni all’intelligenza artificiale, creatività, errori e capacità delle macchine di sorprendere i propri progettisti. Sarebbe anacronistico definirlo inventore dell’IA moderna, ma le sue domande anticipano chiaramente dibattiti ancora aperti.

Un’altra passione scientifica: la morfogenesi

Gli interessi di Turing non si limitarono all’informatica e alla crittoanalisi. Negli ultimi anni si dedicò alla biologia matematica.

Nel 1952 pubblicò The Chemical Basis of Morphogenesis, cercando di spiegare come processi chimici possano produrre spontaneamente motivi osservati negli organismi viventi, come strisce, macchie o strutture durante lo sviluppo.

Propose un modello in cui sostanze chimiche diffondono e reagiscono tra loro. Questi meccanismi, oggi associati ai pattern di Turing, hanno avuto un’influenza duratura nello studio matematico della formazione delle forme biologiche.

Un atleta di alto livello

Un aspetto meno noto di Turing è la passione per la corsa. Praticava regolarmente il fondo e raggiunse un livello eccellente. Alla fine degli anni Quaranta i suoi tempi in maratona erano abbastanza buoni da avvicinarlo ai migliori corridori britannici dell’epoca.

La corsa faceva parte della sua quotidianità e contrasta con l’immagine caricaturale del matematico assorbito soltanto dalle equazioni. Turing fu scienziato, inventore, crittoanalista, sportivo e pensatore profondamente indipendente.

1952: la condanna

Nel 1952 la vita di Turing cambiò drammaticamente. Durante un’indagine della polizia legata a un furto nella sua abitazione, ammise di aver avuto una relazione con un uomo.

All’epoca i rapporti sessuali tra uomini erano criminalizzati nel Regno Unito. Turing fu perseguito per gross indecency, «grave indecenza», e condannato.

Invece del carcere accettò una libertà vigilata subordinata a un trattamento ormonale a base di estrogeni, spesso descritto come castrazione chimica. Il trattamento provocò importanti effetti fisici e la condanna limitò anche le sue attività professionali legate all’intelligence e alla sicurezza.

Un uomo che pochi anni prima aveva contribuito allo sforzo bellico britannico veniva perseguito dal proprio paese per la sua omosessualità.

La morte di Alan Turing

L’8 giugno 1954 Alan Turing fu trovato morto nella sua casa di Wilmslow. Aveva 41 anni. L’inchiesta concluse per suicidio mediante avvelenamento da cianuro.

Vicino a lui fu trovata una mela parzialmente mangiata, elemento che alimentò molte storie e speculazioni. Non esiste in particolare alcuna prova solida che il logo Apple sia stato ispirato dalla morte di Turing.

Alcuni autori hanno discusso anche l’ipotesi di un incidente, dato che Turing manipolava cianuro in alcuni esperimenti. La conclusione ufficiale rimane però il suicidio. È quindi importante distinguere i fatti accertati dalle leggende successive.

Un riconoscimento arrivato tardi

Per decenni gran parte delle attività di Bletchley Park rimase segreta, perciò il ruolo di Turing nella crittoanalisi non fu immediatamente noto al grande pubblico.

La percezione della sua opera cambiò gradualmente con la declassificazione delle informazioni e lo sviluppo della storia dell’informatica. Parallelamente, la condanna del 1952 divenne simbolo di un’ingiustizia istituzionale.

Nel 2009, dopo una campagna pubblica, il primo ministro Gordon Brown presentò a nome del governo britannico scuse ufficiali per il trattamento subito da Turing. Nel 2013 la regina Elisabetta II gli concesse una grazia reale postuma.

La «legge Alan Turing»

Il riconoscimento andò poi oltre il suo caso personale. Nel Regno Unito, disposizioni del Policing and Crime Act 2017 hanno permesso di concedere grazie postume a molte persone condannate per vecchi reati legati a relazioni omosessuali che oggi non sono più crimini.

Queste misure sono comunemente soprannominate «Alan Turing law». Il nome di Turing è così legato non soltanto alla storia dell’informatica, ma anche alla memoria delle vittime di leggi discriminatorie.

Il Turing Award

Dal 1966 l’Association for Computing Machinery (ACM) assegna l’A.M. Turing Award per contributi fondamentali all’informatica. È spesso presentato come l’equivalente del premio Nobel nel settore.

La scelta del nome riflette l’importanza di Turing per la disciplina. Il suo lavoro tocca diverse domande fondanti: che cos’è un calcolo? Quali problemi può risolvere una macchina? Come si rappresenta un algoritmo? Come si costruiscono e programmano macchine generaliste? Fino a che punto si può parlare di intelligenza per una macchina?

Pochi ricercatori hanno influenzato contemporaneamente così tante questioni fondamentali.

Turing, Babbage e von Neumann: tre tappe diverse

È allettante raccontare la storia dell’informatica come una semplice successione di geni isolati, ma la realtà è più ricca.

Charles Babbage immaginò nel XIX secolo una macchina meccanica generalista controllabile mediante istruzioni. Alan Turing fornì nel XX secolo un modello matematico potentissimo per definire il calcolo e la macchina universale. John von Neumann e altri ricercatori contribuirono poi alla formalizzazione e costruzione di computer elettronici a programma memorizzato.

Questi contributi non sono identici né intercambiabili: si completano. Per seguire questa evoluzione si possono leggere gli articoli sulla macchina differenziale, sulle schede perforate e sull’architettura di von Neumann.

Perché Alan Turing è ancora essenziale oggi?

I computer odierni sono incomparabilmente più potenti delle macchine conosciute da Turing. Eppure molte delle domande che pose restano centrali.

Gli sviluppatori usano linguaggi e macchine ancora fondati sulla nozione di algoritmo. Gli informatici teorici studiano ciò che è calcolabile e ciò che non lo è. La cybersicurezza resta un confronto tra cifratura, analisi e potenza di calcolo. L’intelligenza artificiale riporta in primo piano il problema di come valutare il comportamento di una macchina e che cosa significhi davvero «comprendere». La biologia computazionale continua a usare la matematica per studiare fenomeni naturali complessi.

Turing non inventò da solo il computer, la crittoanalisi o l’intelligenza artificiale. La sua importanza è più profonda: contribuì a formulare alcune delle domande fondamentali a cui l’informatica continua a rispondere.

Da ricordare

Alan Turing è una delle figure fondatrici dell’informatica moderna.

  • Nel 1936 formalizzò il concetto di calcolo con la macchina di Turing.
  • Mostrò che alcuni problemi sono fondamentalmente non calcolabili.
  • Durante la Seconda guerra mondiale ebbe un ruolo importante nella crittoanalisi di Enigma a Bletchley Park.
  • Nel dopoguerra partecipò alla progettazione di veri computer elettronici con ACE.
  • Nel 1950 pose la questione dell’intelligenza delle macchine e propose ciò che sarebbe diventato il test di Turing.
  • In biologia matematica sviluppò un modello influente di morfogenesi.

La sua vita ricorda anche una grave ingiustizia storica. Condannato nel 1952 per una relazione omosessuale, sottoposto a trattamento ormonale e morto due anni dopo a 41 anni, Turing non vide mai il riconoscimento internazionale di cui gode oggi.

La sua eredità supera ormai ampiamente la biografia. Il suo nome designa un modello fondamentale del calcolo, uno dei premi più prestigiosi dell’informatica e una domanda ancora straordinariamente attuale: che cosa può davvero fare una macchina?

Domande frequenti

Chi era Alan Turing?

Alan Turing era un matematico, logico e crittoanalista britannico nato nel 1912. I suoi lavori furono fondamentali per la teoria del calcolo, la crittoanalisi durante la Seconda guerra mondiale, i primi computer e le riflessioni sull’intelligenza artificiale.

Alan Turing ha inventato il computer?

No. Il computer moderno è il risultato del lavoro di molti ricercatori e ingegneri. Turing fornì però concetti teorici fondamentali, tra cui la macchina universale, e partecipò in seguito alla progettazione di computer reali come ACE.

Alan Turing ha decifrato Enigma da solo?

No. La decifrazione di Enigma fu uno sforzo collettivo, preceduto dai lavori essenziali dei crittoanalisti polacchi e proseguito da migliaia di persone a Bletchley Park. Turing ebbe comunque un ruolo importante, soprattutto sulle comunicazioni navali tedesche.

Che cos’è una macchina di Turing?

È un modello matematico astratto composto da un nastro, una testina di lettura-scrittura e regole di funzionamento. Nonostante la semplicità, permette di formalizzare il concetto di algoritmo e calcolo.

Che cos’è il test di Turing?

Deriva dal «gioco dell’imitazione» proposto da Turing nel 1950. Nella forma comune, una persona comunica per testo con una macchina e un altro essere umano e cerca di distinguerli. Il test valuta il comportamento conversazionale; non prova coscienza o comprensione.

Perché Alan Turing fu condannato?

Nel 1952 fu condannato nel Regno Unito per una relazione omosessuale, allora criminalizzata. Accettò un trattamento ormonale come condizione della libertà vigilata. Il governo britannico presentò scuse ufficiali nel 2009 e Turing ricevette una grazia reale postuma nel 2013.

Come morì Alan Turing?

Morì nel giugno 1954, a 41 anni, per avvelenamento da cianuro. L’inchiesta ufficiale concluse per suicidio, anche se in seguito è stata talvolta discussa l’ipotesi di un incidente.

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Fonti e riferimenti

  1. 1.Alan Turing: The Enigma
  2. 2.The National Archives - Alan Turing
  3. 3.Stanford Encyclopedia of Philosophy - Turing Machines