Un’azienda redditizia può comunque trovarsi sotto pressione di liquidità. Vendite, acquisti e pagamenti non avvengono nello stesso momento e una parte del denaro dell’azienda può rimanere immobilizzata nelle scorte o nei crediti verso clienti prima di tornare disponibile.
Tre indicatori aiutano a descrivere questo ciclo operativo: capitale circolante, rotazione delle scorte e ciclo di conversione della cassa.
Il capitale circolante osserva gli equilibri operativi di breve periodo
Il calcolo del capitale circolante dipende dalla definizione contabile utilizzata, ma la domanda di fondo riguarda il modo in cui attività e passività operative a breve termine interagiscono.
Il calcolatore del capitale circolante aiuta a strutturare i valori utilizzati nel calcolo.
I crediti verso clienti assorbono liquidità finché l’azienda attende il pagamento. Anche le scorte immobilizzano fondi fino alla vendita dei prodotti. I termini di pagamento concessi dai fornitori possono compensare in parte queste esigenze, ritardando le uscite di cassa.
Un singolo valore di bilancio, tuttavia, non mostra la velocità con cui questi elementi si muovono.
La rotazione delle scorte misura il loro movimento
Il calcolatore della rotazione delle scorte mette in relazione il costo del venduto con le scorte medie.
Una rotazione più elevata indica generalmente che le scorte si rinnovano più spesso, ma l’interpretazione dipende molto dal settore, dalla stagionalità, dai vincoli di approvvigionamento e dal livello di servizio. Scorte troppo basse possono causare rotture di stock, mentre scorte eccessive possono immobilizzare inutilmente liquidità.
La rotazione va quindi confrontata con periodi pertinenti e obiettivi operativi, anziché essere considerata un punteggio universale.
Il ciclo di conversione della cassa aggiunge la dimensione temporale
Il calcolatore del ciclo di conversione della cassa esprime il ciclo operativo in giorni combinando tre misure temporali:
Ciclo di conversione della cassa = giorni di scorta + giorni di incasso − giorni di pagamento
L’indicatore stima per quanto tempo la liquidità rimane impegnata nel ciclo operativo prima di rientrare attraverso gli incassi dei clienti, tenendo conto dei termini concessi dai fornitori.
Un ciclo più breve può ridurre il fabbisogno finanziario, ma contano le singole componenti. Allungare in modo aggressivo i pagamenti ai fornitori non equivale a migliorare la gestione delle scorte o a incassare più rapidamente le fatture.
Leggere insieme i tre indicatori
Se aumentano i giorni di scorta mentre i termini di pagamento di clienti e fornitori rimangono stabili, più liquidità può restare immobilizzata nel magazzino e il ciclo di conversione può allungarsi.
Se migliora l’incasso dai clienti, i giorni di incasso diminuiscono e il ciclo può accorciarsi anche se le scorte restano invariate.
Per questo un’analisi utile va oltre il dato finale e identifica quale componente è cambiata.
Una sequenza pratica di analisi
- calcolare le scorte medie e osservarne la rotazione;
- tradurre scorte, crediti e debiti fornitori in misure comparabili espresse in giorni;
- calcolare il ciclo di conversione della cassa;
- confrontare il risultato con i periodi precedenti usando definizioni coerenti;
- identificare se la variazione dipende da scorte, clienti o fornitori;
- collegare il risultato operativo alla pianificazione della liquidità.
Questi indicatori descrivono la meccanica del ciclo operativo. Non sostituiscono una previsione di cassa, un’analisi della redditività o una valutazione delle condizioni di finanziamento. Il loro valore consiste nel mostrare dove la liquidità è immobilizzata e con quale rapidità il ciclo operativo la libera.