Bethemesh segue un approccio Local First: gli strumenti e le trasformazioni lavorano prima di tutto nel browser. La sincronizzazione cloud è un servizio separato e opzionale.
Cosa può essere sincronizzato?
Quando la sincronizzazione è attiva, Bethemesh può trasferire dati necessari a ritrovare il proprio ambiente su più dispositivi, ad esempio pipeline salvate, configurazioni e preferenze legate all’account.
L’obiettivo è sincronizzare la struttura del lavoro, non inviare automaticamente al cloud ogni file elaborato.
I file importati vengono caricati?
No, il semplice uso di uno strumento locale non implica l’invio del file al server. Un’immagine, un PDF, un CSV o un file audio elaborato localmente resta nel browser salvo una funzione che richieda esplicitamente un trasferimento.
Questo principio è importante perché separa due concetti: elaborare un contenuto e sincronizzare una configurazione non sono la stessa cosa.
Perché sincronizzare le pipeline?
Una pipeline descrive una sequenza di trasformazioni e i relativi parametri. Sincronizzarla consente di ritrovare lo stesso workflow su un altro dispositivo senza doverlo ricostruire.
I nuovi file possono quindi essere elaborati localmente usando una struttura già salvata.
Cosa controllare prima di attivare la sincronizzazione
Verifica quali dati vuoi rendere disponibili su più dispositivi, utilizza un account protetto e conserva una copia delle informazioni importanti. La sincronizzazione migliora la continuità del lavoro, ma non sostituisce una strategia di backup.
Local First rimane il principio di base
Il cloud deve essere un’estensione utile, non un requisito per usare gli strumenti. Puoi continuare a utilizzare Bethemesh localmente anche senza sincronizzazione.