Differenza in secondi
Δ = t(obiettivo) − t(riferimento)
Confronta due date e orari e ottieni la frase relativa naturale («3 mesi fa», «domani», «tra 2 ore») insieme alla differenza esatta in giorni, ore, minuti e secondi.
Inserisci due date e orari validi.
Tempo relativo
Differenza esatta
«Pubblicato 3 giorni fa», «scade tra 2 ore», «aggiornato 4 mesi fa»: interfacce e contenuti descrivono spesso una data rispetto a un momento di riferimento. Questo calcolatore confronta due date e orari e mostra la frase relativa che produrrebbe un browser nella tua lingua, insieme alla differenza esatta in giorni, ore, minuti e secondi. Serve per verificare un’etichetta, scrivere una notifica o semplicemente sapere quanto tempo separa due momenti.
Lo strumento calcola prima la differenza reale in secondi tra obiettivo e riferimento (positiva se l’obiettivo è nel futuro). Poi sceglie l’unità più grande raggiunta: anni da 365 giorni, mesi da 30 giorni, settimane da 7 giorni, poi giorni, ore, minuti e secondi.
La differenza viene divisa per la durata di quell’unità e arrotondata all’intero più vicino, allo stesso modo nel passato e nel futuro: 45 giorni danno «tra 2 mesi» come «2 mesi fa». Il mese vale 30 giorni e l’anno 365 giorni, durate medie: il risultato è un’approssimazione leggibile, non un calcolo di calendario.
La frase è prodotta dall’API Intl.RelativeTimeFormat del browser (norma ECMA-402, testi dai dati Unicode CLDR) con l’opzione numeric «auto»: un valore di 1 o −1 diventa «domani», «ieri», «settimana prossima» o «mese scorso», e una differenza nulla «ora». Le date sono lette nel fuso orario del dispositivo.
È l’«adesso» dal punto di vista della frase, per esempio l’ora attuale.
L’evento da collocare: passato (… fa) o futuro (tra …).
Compare nella lingua della pagina.
Il dettaglio in giorni, ore, minuti e secondi mostra l’arrotondamento applicato.
Il valore mostrato è la differenza arrotondata nell’unità più grande raggiunta.
Δ = t(obiettivo) − t(riferimento)
v = segno(Δ) × arrotonda(|Δ| ÷ u)
u è l’unità più grande tale che |Δ| ≥ u.
Non tutte le librerie di date usano le stesse soglie: alcune passano ai mesi già da 26 giorni o non mostrano mai le settimane. Due siti possono quindi formulare in modo diverso la stessa differenza.
Controlla che un «2 mesi fa» mostrato da un’app corrisponda alle date reali.
Ottieni la formulazione naturale di una scadenza nelle sei lingue del sito.
Conosci la differenza esatta tra un ordine e la consegna, o tra due accessi.
Individua l’effetto di un cambio dell’ora su una differenza di un giorno.
45 ÷ 30 = 1,5, arrotondato a 2.
Input
Riferimento 9 ott 2026 12:00, obiettivo 23 nov 2026 12:00Risultato
tra 2 mesi (differenza esatta: 45 g)1,5 h viene arrotondato a 2 h.
Input
Riferimento 12:00, obiettivo 13:30 dello stesso giornoRisultato
tra 2 ore (1 h 30 min)1.012 giorni ÷ 365 ≈ 2,77, arrotondato a 3.
Input
Riferimento 9 ott 2026, obiettivo 1 gen 2024Risultato
3 anni faLa notte tra il 28 e il 29 marzo dura solo 23 h: lo strumento misura il tempo effettivamente trascorso.
Input
Riferimento 28 mar 2026 12:00, obiettivo 29 mar 2026 12:00Risultato
tra 23 oreOltre i 30 giorni la differenza è espressa in mesi di 30 giorni e arrotondata: 45 ÷ 30 = 1,5, arrotondato a 2. La differenza esatta (45 g) resta visibile sotto la frase.
I mesi iniziano solo da 30 giorni. Tra 7 e 29 giorni la differenza è espressa in settimane: 29 ÷ 7 ≈ 4,1, arrotondato a 4.
Perché tra le due date c’è stato un cambio dell’ora. Lo strumento misura la durata effettivamente trascorsa nel fuso del dispositivo.
Quando la differenza arrotondata vale esattamente −1 o +1 giorno. Lo stesso vale per «settimana scorsa», «mese prossimo» o «anno prossimo».
Dall’API Intl.RelativeTimeFormat del browser, definita dalla norma ECMA-402 e alimentata dai dati linguistici di Unicode CLDR.
I campi si inseriscono al minuto, ma la differenza è calcolata in secondi; sotto il minuto il risultato è espresso in secondi o come «ora».
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